Chi è ILL PAPA, la nuova promessa del Rap italiano

Il suo nome è Nicola di Lello, giovanissimo classe 1998 di Vasto, ha già una copertina su Tim Music e ha già firmato un contratto per una major, Sony music Italia. Da poco è uscito il suo ultimo singolo “Malata concezione” in collaborazione con Mark Twayne, abbiamo avuto l’occasione di fare una chiacchierata con lui e di fargli alcuno domande.

Come mai hai deciso di chiamarti ILL PAPA? Come hai scelto questo nome?

Allora, la parola Papa perché mi ci sento. La posizione del papa è intoccabile ma non è una posizione arrogante o prepotente. Nella scena vorrei raggiungere quel tipo di posizione. ILL invece perché in inglese vuol dire malato e uno che si chiama papa di sicuro non può essere normale.

Se dovessi presentarti e spiegare il tuo mestiere a qualcuno di una certa età che non capisce questo genere come lo faresti?

Mi presenterei nello stesso modo in cui mi sono presentato a te oggi. Comunque nelle mie canzoni non uso proprio dei testi leggeri, cerco sempre di mandare un messaggio. Spesso ricevo complimenti anche da persone di una certa età che non ne capiscono di questo genere.

Da poco hai firmato un contratto discografico con una major molto importante, la Sony music, com’è stato per te raggiungere questo obbiettivo?

Tutto è nato da una collaborazione tra Richveel (agenzia musicale) e Sony. Come si può sentire secondo te, un ragazzo che viene dal niente, e che ha avuto costanza e ha sempre creduto in se stesso e vede che ha una risposta da una casa discografica come la Sony? Capisci che tutto il tempo che hai dedicato a te stesso e alla musica lo hai fatto nella maniera giusta.

Quando hai capito che la strada giusta da percorrere era la musica?

L’ho sempre saputo. Da quando avevo forse 10 anni. Perché nella vita devo fare quello che non mi piace e che non voglio fare?

Quando hai iniziato a scrivere i primi testi?

Ho ascoltato la prima canzone di Noyz Narcos, se non sbaglio “drag you to hell” avrò visto il video una trentina di volte e mi sono detto “questo è il lavoro che voglio fare da grande”. Sono cresciuto con Noyz e la Dogo Gang. Quando li ascoltavo mi rendevo conto che solo la musica mi dava sensazioni così forti.

Quanto “la strada” condiziona un artista e quanto ha condizionato te?

Non c’è artista che non conosce “strada”, te lo assicuro. Vengo da una realtà complessa, non facile. Mi trattano un po come il “papà” da dove vengo. Mi hanno sempre rispettato, anche se solitamente chi prova a fare questo mestiere all’inizio viene deriso. A me questo non è successo. Hanno sempre creduto in me e questo mi ha molto aiutato a dare sempre il massimo. Sono stato mesi e mesi in casa a concentrarmi sulla musica per capire che tipo di “stampo” dargli. Spero di esserci riuscito.

Come ci si sente essere stati catapultati da Vasto a Milano?

Milano è come un universo parallelo. Dalla periferia estrema di un paesino ad una metropoli come Milano che è un po’ il paese dei balocchi in Italia. Devo ancora abituarmi a questa realtà.

Qual è il pezzo di cui vai più fiero? E perché?

Quelli che dovranno ancora uscire. Avete sentito solo una piccolissima percentuale del mio potenziale. Quello che mi ha soddisfatto più di tutti a numeri è sicuramente “Rampampampam”.

C’è un messaggio particolare che vuoi trasmettere ai tuoi ascoltatori?

Con costanza e determinazione se si ha un sogno si può arrivare dove si vuole. Consiglio di sfogare tutta la rabbia e la cattiveria che hanno i ragazzi in ciò che gli piace fare.

L’ho già chiesto anche in altre interviste e lo chiedo anche a te. Se dovessi dirti soldi, salute, fama e famiglia. Potresti metterteli in ordine di importanza per te?

Salute, famiglia, fama e poi soldi. Fama prima dei soldi perché la considerazione che hanno gli altri di te viene prima del denaro.

La tua famiglia e i tuoi amici si sono accorti che stai facendo qualcosa di importante?

Se ne stanno accorgendo tutti quanti tranne che io. Tutti mi dicono che le persone cominciano a guardarmi con occhi diversi ma io fortunatamente ancora devo realizzarlo.

Perché fortunatamente?

Perché quando ti accorgi che le cose intorno a te stanno cambiando rischi di cambiare anche tu. Voglio rimanere il più possibile me stesso.

Ringraziamo Ill Papa per aver scambiato qualche parola con noi, e non possiamo che supportarlo.

Ascolta ora ILL PAPA – Malata Concezione