Il welcome to rap di oggi è un po’ piccante, perciò attenzione ad occhi indiscreti e godetevi l’articolo.
Dirty Rap, Porno Rap, Sex Rap, Booty Rap o Pornocore è un sottogenere dell’hip hop che contiene, inutile dirlo, contenuti che ruotano intorno ad argomenti sessualmente espliciti ed a volte si arriva ad un livello di esagerazione talmente alto da essere comici oppure offensivi.

Il Dirty Rap era già conosciuto verso la fine degli anni ‘70 grazie a Blowfly e il suo pezzo dal titolo Rapp Dirty, ma non era esagerato come la “nuova generazione” che partì dagli inizi anni ‘80 con l’album Don’t Stop Rappin(1983), del pioniere della West Coast Too Short, che conteneva un rap molto più esplicito di quello di Blowfly.
Raggiunse molta popolarità nella sua città, Oakland, e continuando ad usare questo nuovo stile “hardcore” del Dirty Rap ottiene così 6 album di platino e 3 d’oro.

Il Dirty Rap esce dai cancelli di Oakland grazie al gruppo 2 Live Crew che ha debuttato al Miami Bass con l’album “2 Live Crew Is What We Are” ma ovviamente è stato attaccato dalla critica ottenendo pubblicità negativa, ma questo causa soltanto la vendetta dei 2 Live Crew che in risposta alle critiche hanno sfornato nell’ 89 “As Nasty As They Wanna Be”
rendendo il Dirty Rap un genere legittimo, per poi dare il colpo finale a critici conservatori, censori e avvocati con un album più arrabbiato: “Banned in the USA”, intorno agli inizi anni ‘90. Neanche un anno dopo i 2 Live Crew riprendono la strada pornografica con Sports Weekend: “As Nasty As They Wanna
Be, Pt. 2″ da cui poi la crew continuò a mantenere lo stile del Dirty Rap, ovviamente ricevendo molte critiche.
Anche se questo stile ottenne svariate critiche, non basta comunque a scoraggiare i vari rapper che volettero provare la stessa strada dei 2 Live Crew, infatti il gruppo Poison Clan ebbe un grande successo, così come il gruppo

Bytches With Problems oppure come le Salt-N-Peppa che hanno pubblicato diverse canzoni Dirty Rap tra fine anni ‘80 e inizi anni ‘90. Sir Mix-A-Lot nel ’92 tenta con baby Got Back, pezzo considerabile Dirty Rap, ma la maggior parte dei suoi pezzi non sono abbastanza espliciti da essere considerati “Dirty” al contrario dei Wreckx-n-Effect che sbaragliarono con il singolo Rump Shaker nel ‘92, per poi tornare a Too Short che anche se capostipite del’hip hop della West Coast, tenta la strada del Dirty Rap già con suo primo album nell’83.

All’inizio degli anni ’90, la scena del club di Baltimora ha iniziato a guadagnare un’identità separata dalla musica house e dall’hip hop tradizionale. Il club di Baltimora, o musica da grondaia, presenta spesso testi sessualmente espliciti e ha influenzato molti Dirty rapper attuali. Sia ghettotech che ghetto house (o “booty house”) si sono evoluti nello stesso
periodo e, in misura ancora maggiore rispetto al club di Baltimora, spesso contengono contenuti pornografici ed espliciti sessualmente, come esemplificano DJ Assault e DJ Funk, due artisti e pionieri rispettivamente di ghettotech e ghetto house.

Saltando qua e la negli anni troviamo anche artisti hip-hop della East Coast che includono “Put It in Your Mouth” di Akinyele, “Nasty Girl” di The Notorious BIG, “How Many Licks?” Di Lil ‘Kim, ” Oochie Wally di Bravehearts”, “Magic Stick” di 50 Cent ,”Candy Shop” e “Ayo Technology”, con Justin Timberlake, che contiene riferimenti al porno e spinge a esibirsi in attività bisessuali.

Più vicino a noi assistiamo alla seconda rinascita del Dirty Rap, più precisamente verso il 2010 nella West Coast, e 4 anni dopo l’uscita della canzone di YG “Do It To Ya” con TeeFlii dall’album My Krazy Life, prodotto da DJ Mustard il cui diamo il merito della odierna produzione di Dirty Rap inluso il singolo “24 Hours” di TeeFlii e tante altre da essere
sempre fortemente coinvolto in questo genere.
Nel lato femminile abbiamo Missy Elliott, Mia X, Lil’ Kim, Azealia Banks, Cupcakke, Foxy Brown, Gangsta Boo, Shawnna, Khia, Lil’ Slow, Remy Ma, Trina, Brooke Candy, Amil e Jacki-O sono Dirty rapper di spicco nel genere, un

tempo solo maschile. Spunta anche la discussa Nicki Minaj nota per aver creato molte canzoni Dirty Rap, incluso il suo
singolo “Anaconda” molto esplicito.
Ancora oggi molti rapper sono influenzati da questo “eccitante” genere musicale e influenzati dalle scene dei Baltimore Club e dei ghettotech.
Articolo a cura di @samurayspa