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Juve, il calore di Agnelli è tutto per Pirlo: Sarri vale tanto quanto il nutrizionista | Prima pagina

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Juve, il calore di Agnelli è tutto per Pirlo: Sarri vale quanto il nutrizionista

16.30, in un ordine, Maurizio Sarri ha presentato la partita della Juventus contro la Roma. Un’ora dopo, la prima conferenza stampa di Andrea Pirlo come nuovo manager della Juventus Under 23 non potrebbe essere più ufficiale. Federico Cherubini, Fabio Paratici e Andrea Agnelli al suo fianco. Ed è proprio il presidente della Juventus a fare gli onori della casa, non molto. Certo, Pirlo non è nessuno, anche se guida la squadra Under 23. Da questa conferenza stampa emerge che Pirlo è davvero un possibile manager della Juventus che arriverà, tra un anno, due o chissà quanti. A condizione che si dimostri all’altezza. Ma curriculum, viso, parole, ambizioni portano proprio a questo: gli esempi sono chiamati Pep Guardiola e Zinedine Zidane, due dei nomi (o due nomi assoluti) che hanno riscaldato il cuore dei fan per qualche tempo, forse non solo quello dei fan. Naturalmente, ci vorrà del tempo e saranno necessari nuovi meriti sul campo. Nel frattempo Pirlo ci crede, anche Agnelli lo crede, tutta la Juve lo crede.

I MESSAGGI – Ma parlando di Under 23 e solo Under 23, ci sono stati messaggi che ti permettono di capire ulteriormente qual è l’umore della Juve a casa. Con uno scudo in più, il nono di fila. Una settimana dopo la Champions League. È Agnelli è chiaro quando ribadisce l’orgoglio dell’azienda italiana: “È difficile dire il nono campionato consecutivo. È passato un anno dall’esterno che non è stato completamente compreso perché è stato molto difficile. Ma alla fine dell’anno il vincitore è scritto nel rotolo d’onore, non nell’asterisco con un anno molto duro scritto. Ora abbiamo un altro obiettivo davanti a noi che è la Champions League e siamo tutti concentrati su questo. La partita contro il Lione sarà molto difficile e dovremo rimanere concentrati per prepararci e decollare il biglietto per le finali di Lisbona. “Tra lo Scudetto e la Champions League, circa un anno dopo la rivoluzione:” È stato difficile, ma se iniziamo dall’inizio, una squadra è formata da dinamiche, relazioni interpersonali, segni reciproci tra le persone che partecipano a questo gruppo e abbiamo cambiato tredici persone nello staff tecnico, che non arrivano ai titoli: abbiamo cambiato nutrizionista, abbiamo cambiato allenatore atletico, i medici, l’allenatore, lo staff tecnico. Significa cambiare tredici persone, quasi l’intero gruppo che gestisce la squadra. Ciò significa che è stato un anno difficile da gestire, alcune dinamiche devono essere ripristinate “. Quindi andiamo ai complimenti e grazie a coloro che hanno il merito di tutto questo:”Non posso fare a meno di congratularmi con Pavel (Nedved), Fabio (Paratici) e Federico (Cherubini) che sono anche responsabili della parte sportiva, grande merito per aver potuto ricalibrare la macchina e per questo li ringrazio “. Prima di concludere la sua parte:” Nessuno di noi risponderà a domande che non riguarderanno Andrea (Pirlo) o il progetto Under 23 “. Al netto di domande e risposte, non si può non notare come il grande assente quando si tratta di ringraziamenti e complimenti sia uno e solo uno: Sarri.

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I DUBBI – Sarri non è nominato tra gli architetti di coloro che sono stati in grado di ricalibrare la macchina della Juventus, è tutto grazie a Paratici, Nedved e Cherubini. La figura di Sarri è nominata in quelle tredici figure che sono state cambiatee, anche l’allenatore è diverso rispetto a un anno fa come nutrizionista o qualsiasi altro membro dello staff: con tutto il rispetto per le altre figure, ma il ruolo dell’allenatore dovrebbe essere responsabile e non solo un componente di questa grande squadra di lavoro. Sarri non è mai stato nominato, la difficoltà nel vincere questo nono campionato e la delicatezza della prossima partita di Champions League con il Lione sono ribadite: non menzionarlo significa tutto e niente, non è una conferma che rischia di essere suscettibili di rifiuto in breve tempo, non è un atto di diffidenza che a sua volta deve attendere i risultati di agosto. Resta il fatto che Sarri non è stato nominato. Mentre Pirlo è stato presentato come un grande uomo, come un solido investimento per tutta la Juve: un’incoronazione o qualcosa di molto simile. Forse anche assicurazione futura, se dovesse lanciare i segnali sperati nell’Under 23, la Juve ora potrebbe permettersi il lusso di cambiare anche in gara, cosa che non ha mai fatto nell’era Agnelli. Quindi, anche se Sarri dovesse essere esonerato in caso di eliminazione nelle fasi a eliminazione diretta della Champions League, difficilmente ci sarebbe spazio per Pirlo immediatamente sulla sua panchina. Nel frattempo, tuttavia, Pirlo è lì e ha la fiducia di tutti. Meritava anche l’introduzione del presidente Agnelli. Chi ha salutato Max Allegri sedendosi al suo fianco. E che ha poi dato il benvenuto a Sarri seduto in prima fila, lasciando oneri e onori Paraticio. Qualcosa, tutto questo, tra detto e non detto, significherà.

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Un minuto di silenzio e poi il via Il Giro di Lombardia – EcoDiBergamo.it è partito da Bergamo

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Un minuto di silenzio e poi il via Il Giro di Lombardia - EcoDiBergamo.it è partito da Bergamo

Dopo un minuto di meditazione per ricordare le vittime del Covid-19, i ciclisti partecipanti al Giro di Lombardia sono partiti dai Propilei nel centro di Bergamo per raggiungere Como.

Ecco il percorso che seguiranno i corridori

I 231 chilometri tra Bergamo e Como chiudono solitamente la stagione delle grandi corse, tanto da meritarsi l’appellativo di «Classica delle foglie morte». Questa volta, invece, la 114a edizione del secondo monumento classico della stagione si corre nella calura e in condizioni quindi diverse dalle solite.

Al via però tanti campioni del pedale, a cominciare dal vincitore dell’ultima edizione, l’olandese Bauke Mollema. Tra i nomi di spicco anche il vincitore del Giro d’Italia 2019 Richard Carapaz, Vincenzo Nibali, vincitore de Il Lombardia nel 2015 e 2017, e il vincitore del Gran Piemonte George Bennett. E ancora: Remco Evenepoel, Jakob Fuglsang, Mathieu Van Der Poel, Gianluca Brambilla, Giulio Ciccone, Michael Woods, Alberto Bettiol, Aleksandr Vlasov, Tim Wellens, Ivan Ramiro Sosa, Tao Geoghegan Hart, Gianni Moscon, Rafal Majka, Andrea Bagioli, Mikel Nieve, Wilco Kelderman, Fabio Aru, Valerio Conti e Diego Ulissi.

La Lombardia andrà in onda sugli schermi di 185 diversi paesi del mondo, con una copertura televisiva in tutti e cinque i continenti. La Rai, conduttrice televisiva che produrrà tre ore di diretta, proporrà un concorso ai tifosi del territorio nazionale su Rai 2, dalle 15,30 alle 18,50.

SENTIERO

A Bergamo il Giro di Lombardia è partito da Porta Nuova alle 12.20: il gruppo raggiunge via San Bernardino (passando per via Paleocapa e via San Giorgio) dove si trova la strada attuale. Quindi si ritorna verso via Legrenzi e via Ruggeri da Stabello intorno alle 14.15 e il gruppo si dirige verso Villa d’Almè.

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Viviana Parisi: Gioele è morto o è rimasto ferito nell’incidente? | Ultime notizie

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Viviana Parisi: Gioele è morto o è rimasto ferito nell'incidente? | Ultime notizie

Dal nostro corrispondente
MESSINA – Ha gli occhi aperti e guarda fuori dal finestrino della Opel Astra di sua madre Viviana. L’ultima immagine di Gioele, immortalata dalla telecamera esterna di una bottega di Sant’Agata di Militello, non lascia spazio a dubbi: un quarto d’ora prima di scomparire nel bosco con la madre, il bambino era vivo. Questo è finalmente un punto fermo, conferma il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che coordina le indagini sulla morte di Viviana Parisi e sulla misteriosa scomparsa del figlio. Punto fermo che non risolve il mistero ma restringe le ipotesi, escludendo soprattutto ogni sospetto sul marito di Viviana, Daniele Mondello, che ieri ha lanciato un altro appello a chi ha visto o sa qualcosa del piccolino, che io voglio riabbracciare, lui ha detto in lacrime.

Analisi video

L’analisi dello stesso video, il più significativo acquisito dagli inquirenti, restituisce anche un dettaglio ritenuto importante: sembra che il bambino non fosse legato al seggiolino ma seduto sul sedile posteriore senza alcuna sicurezza. Dato che un quarto d’ora dopo Viviana ha provocato l’incidente sotto il tunnel autostradale e soprattutto visto che viene notata mentre si allontana con il bambino in braccio, non si può escludere che Joel, senza cintura, possa aver sbattuto la testa da qualche parte. parte, ferito o addirittura morto. E quella mamma si è spaventata e ha reagito in quel modo spericolato. Dallo Scientifico di Catania, che ha esaminato l’auto, al momento non sono emerse tracce evidenti di sangue.

Un’ipotesi

tuttavia una nuova ipotesi allo studio, precisano gli inquirenti, ricordando che la ricostruzione si basa su un elemento non del tutto certo: la testimonianza oculare di Famiglia del Nord non meglio identificata. Di quei soccorritori, quello che si era fermato in piazzola per aiutare le persone coinvolte nell’incidente, raccontando ai presenti che avevano incrociato e seguito Viviana con il figlio in braccio dopo che lei aveva scavalcato il guardrail, evidentemente rinunciando fermandola. Vorrei chiedere a questi signori come ha tenuto il bambino, che direzione ha preso, aggiunge Cavallo.

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La ricostruzione

Il fatto di sapere con certezza se Joel fosse con lei e se stesse camminando o meno può essere utile da vari punti di vista: quello di ricostruire i fatti, primo fra tutti. Dall’uscita dell’autostrada di Sant’Agata al tunnel ci sono 15 minuti di buca, in cui potrebbe essere successo qualcosa. E 15 minuti per percorrere 13,6 chilometri significa viaggiare a una media inferiore a 60 l’ora, una velocità su strada provinciale. Viviana è passata? È successo qualcosa con Joel? Tutte nuove domande che compaiono su questo giallo di agosto, con vigili del fuoco e squadre di protezione civile costantemente impegnate nella ricerca di un bambino. Con uno spirito rinnovato e un obiettivo più concentrato: è soprattutto lotta l’area del ritrovamento del corpo di Viviana, dove ieri è arrivato un sensitivo, chiamato dalla zia di Joel: Lui è lì, accanto alla madre e probabilmente sdraiato su alcune foglie .

Le ricerche

Il fatto che Viviana fosse una donna energica e quindi possa aver camminato a lungo, andando su e giù per le ripide colline non aiuta la ricerca. Dove – fa notare chi segue il caso – può sempre aver avuto quell’incontro sfortunato di cui aveva accennato il pm. Teniamo conto che si tratta di territori in cui gli animali vengono macellati in modo clandestino. Non sarà la terra dei balocchi ma l’ipotesi dell’omicidio di Viviana sta decisamente perdendo quota. Rimangono il suicidio e l’incidente. E rimane questo pilone ai piedi del quale è stato ritrovato il suo corpo senza vita. Potrebbe averlo scalato per orientarsi scivolando. O per metterla fine, lanciandosi nel vuoto. Certo, non è facile salire su un simile pilone.

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Le domande

Rimangono molte domande. Come quella sulla menzogna iniziale: vado a Milazzo a prendere le scarpe di Joel, aveva detto al marito. Non è mai andato. Dove era diretta? Sembra la Piramide di Luce, opera artistica legata ad un certo mistico che dista una quarantina di chilometri da Sant’Agata. I familiari la pensano così e gli inquirenti non lo escludono: c’è ed è lì che non l’ha detto al marito temendo il rifiuto. Quello che non c’è è il mancato pagamento del pedaggio all’uscita di Sant’Agata. Perché? Aveva con sé carte di credito e contanti. Gli stessi che ha lasciato in macchina dopo l’incidente. Forse spaventato, forse confuso. Non lo sapremo mai.

15 agosto 2020 (modifica il 15 agosto 2020 | 08:49)

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Play out, Pescara si salva ai rigori: Perugia retrocessa in Serie C

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Play out, Pescara si salva ai rigori: Perugia retrocessa in Serie C

PERUGIA – Un play out interminabile, che alla fine premia il Pescara, che trova la permanenza in Serie B ai rigori: il Perugia ci provò fino all’ultimo, ma retrocesse in serie C, capitolando. Dagli 11 metri per gli umbri pesano gli errori del Iemmello e Buonaiuto. Ai tempi regolamentari il Pescara sembrava aver messo al sicuro portandosi in vantaggio con Tempo a Pucciarelli: ma Perugia è riuscita a trovare una reazione immediata con il pareggio del Kouan. Prima della pausa, l’obiettivo di Melchiorri che ha ristabilito la parità nel doppio confronto. Recupero e straordinari senza gol: ai rigori il Pescara è più preciso e salva.

La partita

Prime clip ad alto ritmo. Il Pescara è subito pericoloso al secondo minuto: Memushaj per Galano che tenta la conclusione con il mancino dal limite: Vicario riesce ad arrivarci. Il Pescara che continua a provare e al 15 ‘sfiora il vantaggio con Maniero, conclusione da 25 metri respinta da Vicario. Ma il vantaggio biancazzurro viene posticipato di una manciata di secondi, visto che sempre al quarto d’ora Pucciarelli, su cross di Galano, devia il davanzale e insacca sullo 0-1. Il Perugia però reagisce subito e al 18 ‘trova il pareggio. con Kouan che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, entra sospendendo la difesa avversaria e insacca di testa. Dopo la pausa di colling la gara è più caotica. Alla mezz’ora il tentativo di Galano direttamente su punizione: alto sopra la traversa, Vicario era ancora lì. Al 40 arriva il gol del pareggio perugino, ancora una volta su calcio d’angolo: Mazzocchi calcia e Melchiorri, postato sul primo palo sputa palla quanto basta per mandarlo alle spalle di Fiorillo: Perugia 2-1 e perfetta parità generale nel doppio confronto ripristinata . È il risultato su cui vai all’intervallo.

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Seconda metà

Nella ripresa il Pescara parte con il possesso palla, ma non trova il grande obiettivo: dimenticare, al 9 ‘un sinistro di Masciangelo. -Kouan, Aureliano lascia perdere e lascia anche qualche dubbio. Dopo la pausa di raffreddamento, il Pescara protesta ancora alla mezz’ora: i biancazzurri chiedono un fermo in area su Maniero. In finale un destro di Memushaj è ampiamente a lato. Il risultato però non cambia più fino alla fine dei tempi regolamentari: si passa ai tempi supplementari.

Supplementi e sanzioni

La lotta continua nel primo tempo supplementare: brivido al 9 ‘quando Kastanos raccoglie Bocic davanti al portiere, ma è in fuorigioco. Al 12 ‘bellissimo il gesto tecnico di Bonaiuto, che non trova di gran lunga la porta nella forbice. Al 14 ‘palla insanguinata di Bettella: bravo per lui che Iemmello, lanciato da solo, perde troppo tempo e fa sfumare l’azione, recuperato dallo stesso Bettella. Nel secondo tempo supplementare, l’uscita di Hugo Campagnaro (al suo posto Scognamiglio), nell’ultimo match in carriera. Molto occasionale al 119 ‘per Perugia: Gyomber sponda in mezzo su punizione, Sgarbi da ottima posizione di vantaggio non trova la porta. Ultima vera emozione della partita: si va ai rigori. Dagli 11 metri Vicario (che vive l’incubo della seconda retrocessione consecutiva ai rigori) riesce a fermare Galano, Fiorillo fa meglio e dice no a Buonaiuto e Iemmello: quando Masciangelo insacca il rigore, Pescara è salvezza.

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